Albert Einstein e le sue teorie

Albert Einstein nasce ad Ulma, Germania, l’11 Marzo del 1879 ed è riconosciuto a livello mondiale come uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi. Einstein nasce da una famiglia Ebraica dalla quale apprende i valori cristiani. A causa della sua dislessia ebbe diversi problemi scolastici durante la sua infanzia, ma secondo lui fu proprio questo a renderlo ciò che è diventato.

Nel 1905 Einstein pubblica i suoi studi sull’elettromagnetismo, in particolare l’estrazione di elettroni da un metallo irradiato da quanti (successivamente chiamati “fotoni“). Questo gli procurò il Premio Nobel nel 1921. Inoltre sempre nel 1905 pubblicò una teoria, chiamata Teoria della Relatività ristretta.

Nel 1921 egli aggiunse a questa teoria anche la forza gravitazionale, dando così origine alla famosissima Teoria della Relatività generale, dalla quale nasce la cosiddetta 4^ dimensione: il tempo. Secondo Einstein infatti, più la forza gravitazionale di un corpo è grande, e più essa riesce a curvare lo spazio-tempo, attirando così gli altri corpi.

Questa teoria però rivelava un’incongruenza con la Fisica di quegli anni: la teoria della relatività infatti suggeriva un Universo dinamico che, una volta finita la forza di espansione dovuta al Big Bang, le forze gravitazionali avrebbrero preso il sopravvento, restringendo nuovamente l’Universo in un unico punto con densità infinita, detto “singolarità“.

In quel periodo però nessuno osava parlare di un Universo dinamico, anzi chiunque affermava senza il minimo dubbio che l’Universo dovesse essere per forza “statico”, compreso Einstein che per far quadrare i conti sostenne che doveva per forza esistere una forza uguale e contraria a quella di Gravitazione, la costante cosmologica. Successivamente uno scienziato di nome Alexander Friedman notò che questa costante non risolveva la dinamicità dell’Universo in quanto una sola spinta avrebbe “rotto” la situazione di equilibrio. Elaborò quindi l’equazione di Einstein senza la costante cosmologica, che però venne ignorata fino a quando Edwin Hubble scoprì definitivamente che l’Universo è in espansione. Una volta riconosciuta l’equazione di Friedman Einstein non poté far altro che arrendersi, dicendo che “la costante cosmologica è stato l’errore più grande della sua vita“.

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